Digital Services Act, il cambiamento dell'UE per Social e Big Tech: in cosa consiste il regolamento

È stato da poco depositato il disegno di legge dell’Unione Europea che mira a regolamentare con maggiore decisione la presenza di materiale inadatto alla pubblicazione sulle varie piattaforme di social network. Il “Digital Services Act”, infatti, servirebbe proprio ad obbligare le grandi compagnie come Facebook, Twitter e Tik Tok ad operare maggiore attenzione per la pubblicazione di materiale ingannevole o  fraudolento sulle loro pagine raggiungibili sui server europei. Nel comunicato ufficiale vengono proprio citate espressamente queste grandi aziende: “Questo regolamento, unico nel suo genere, costringerà piattaforme come Facebook, YouTube o Twitter a moderare i contenuti che ospitano. La DSA è una prima mondiale in termini di regolamentazione digitale. Il testo consacra il principio che ciò che è illegale offline deve essere illegale anche online. Mira a proteggere lo spazio digitale dalla diffusione di contenuti illegali e a garantire la tutela dei diritti fondamentali degli utenti”.

Verrà allora vietato di pubblicare annunci pubblicitari in base, ad esempio, ad etnia e orientamento sessuale e maggiore sarà anche l’attenzione che le aziende succitate dovranno operare in merito alla pubblicazione di contenuti su pagine di profili riconducibili a minorenni. In una nota pubblicata, infatti, pochi giorni fa è possibile leggere: “Verrà loro imposta una maggiore trasparenza sui dati e sugli algoritmi di raccomandazione. Saranno verificati una volta all’anno da organismi indipendenti e posti sotto la supervisione della Commissione Europea, che può infliggere sanzioni fino al 6% delle loro vendite annuali in caso di infrazioni ripetute”.

Segnaliamo, in aggiunta, che stanno per arrivare ulteriori cambiamenti in merito e la situazione emergenziale in Ucraina è stata la molla che ha indotto le istituzioni europee a istituire anche un particolare nuovo organo di controllo. “Nel contesto dell’aggressione russa in Ucraina e delle particolari conseguenze sulla manipolazione delle informazioni online, è stato introdotto un nuovo articolo al fine di istituire un meccanismo di reazione in caso di crisi”. Staremo a vedere allora nei prossimi giorni se questo DDL muterà in legge in tempi brevi, se verrà modificato o addirittura respinto. Lo spirito che muove questa proposta è infatti lodevole ma ne va constata ancora l’applicabilità. Speranzosi che la pubblicazione di materiale “disonesto” possa tramontare al più presto grazie a questa iniziativa, auspichiamo ad un maggiore controllo delle proprie piattaforme social da parte delle aziende coinvolte molto prima che vengano minacciate  misure draconiane. Quanto tempo dovremo ancora aspettare? Ancora non è chiaro ma sospettiamo che i tempi non si allungheranno ancora per molto.

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