Android, il sistema operativo è a rischio per delle falle: quello che c'è da sapere

Ogni giorno siamo abituati a sentire notizie di attacchi informatici provenienti dalle più diverse regioni del mondo. In un momento come questo, in cui il conflitto in Ucraina attira molta attenzione sugli attacchi informatici, la situazione sembra destinata soltanto a peggiorare. Grandi aziende private come Ubisoft, Samsung, Vodafone, Microsoft e Nvidia sono state infatti vittime di una serie interminabile di hackeraggi da parte di malintenzionati, ma anche noi utenti comuni non siamo di certo più al sicuro come prima. Quello che sarebbe accaduto in questi giorni, poi, ha davvero dell’incredibile e pare che la stragrande maggioranza dei possessori di smartphone possa essersi imbattuta in un’ attacco informatico davvero pericoloso.

Poche ore fa, infatti, sembra che siano state rilevate delle falle nei sistemi Android estremamente gravi e parte del problema potrebbe essere addirittura imputabile alla sua più grande casa competitrice, la Apple. Secondo il portale Dday.it, infatti, due gravi bug permetterebbero di introdurre un malware o accedere direttamente da remoto ai dati DSP. Tramite l’invio di un file audio infatti, laddove l’utente cliccasse sul tasto di riproduzione, si potrebbe eseguire un codice che permetterebbe l’accesso al flusso di dati di microfono e fotocamera, rendendo il nostro smartphone una vera e propria “cimice per rilevazioni ambientali”. Ma cosa c’entra Apple in tutto questo? A quanto pare, stando alle parole rintracciabili si Dday.it La vulnerabilità riguarda l’Apple Lossless Audio Codec (ALAC) noto anche come Apple Lossless. ALAC è il formato di codifica audio sviluppato da Apple e introdotto nel 2004 per la compressione senza perdita dati della musica digitale. Alla fine del 2011 Apple ha reso il codec open source e da quel momento il formato ALAC è stato incorporato in molti dispositivi e programmi di riproduzione audio non-Apple, tra cui smartphone basati su Android, lettori multimediali Linux e Windows e convertitori”.

Nulla di direttamente imputabile ad Apple, a quanto pare, ma allora perché alcuni utenti sostengono che non sia così? La responsabilità sarebbe rintracciabile nel fatto che Apple, dopo aver reso open source il suo ALAC, avrebbe continuato a lavorare sul suo codec in privato rendendolo sicuro per i dispositivi con il proprio marchio, a differenza di tutti gli altri. Che tutto ciò sia stato fatto consapevolmente, però, lascia ovviamente moltissimi dubbi anche se va detto che il grande vantaggio d’immagine della casa di Cupertino nei confronti della sua rivale Android è davvero indiscutibile. State molto attenti, allora, ad ogni strano file audio proveniente da fonti sconosciute, rimanete sempre all’erta riguardo notizie del genere per la vostra incolumità informatica.

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