FitBit sarà capace di monitorare i nostri livelli di Stress: cosa c'è da sapere

FitBit è una società statunitense acquisita da Google il 1º novembre 2019 al costo di 2,1 miliardi di dollari. Affermandosi sempre più nel settore dei dispositivi wearable, è conosciuta in tutto il mondo, ormai,  per i suoi prodotti che, tracciando attività tramite wireless e dispositivi indossabili, misurano un gran numero di metriche personali allo scopo di fornirci informazioni dettagliate sul nostro stato d’ attività sportiva e non solo.  Il brevetto, che però da poco è stato rivelato dall'azienda, è relativo alla misurazione di un particolare tipo di dati: quelli legati allo stress. Sembrerebbe, infatti, che nei laboratori di San Francisco stiano lavorando ad un innovativo progetto che renderebbe possibile un'accurata misurazione dei nostri livelli di stress. Ma è possibile sviluppare un prodotto capace di queste funzioni e se si, come potrebbe funzionare? Andiamo a vedere allora nel dettaglio quali sono le informazioni che sarebbero trapelate sull’ accaduto.

Il brevetto in questione, in realtà, venne depositato già due anni fa ma solo da poco è stato reso pubblico. FitBit starebbe allora immaginando di sviluppare un dispositivo capace di monitorare i livelli di stress tramite una accurata lettura della nostra attività elettromagnetica. Già i sensori presenti sui modelli attualmente in commercio hanno rilevatori di attività elettrodermica. Questi sensori, denominati DAE, monitorerebbero la percentuale di sebo e grasso corporeo in base alla conduttività del tessuto epiteliale. E’, quindi, lo sviluppo di questa tecnologia già esistente che andrebbe ad ampliare le sue funzionalità. In condizioni di stress, infatti, è naturale che il nostro organismo reagisca con un elevata sudorazione e un ritmo cardiaco irregolare. Incrociando questi dati, allora, il prossimo wearable FitBit riuscirebbe a rilevare queste sensazioni e suggerirci le contromisure adeguate da prendere in tempo. Avvisando gli utenti di essere in prossimità di picchi pericolosi di stress o ansia sarebbe così possibile intervenire tempestivamente, ad esempio, su attacchi di panico o situazioni simili.

Detto ciò va sottolineato che la tecnologia in discussione è ancora in fase di sviluppo e c’ è da chiarire quanto elevata sia l’affidabilità di dati che si basano su poche variabili. Nel caso in cui, ad esempio, facessimo dell’ attività fisica, sarebbe normale avere frequenza cardiaca e sudorazione “anomale”. Rimane quindi qualche dubbio sulla fattibilità del progetto ma gli ingegneri che ci stanno lavorando sono di sicuro tra i migliori al mondo. Attendendo che il dispositivo in questione venga commercializzato al più presto cercheremo di controllare i nostri livelli di stress con i metodi tradizionali.

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