Smart Home, il nuovo investimento di Google con sei dispositivi innovativi: tutti i dettagli

Google negli ultimi anni è davvero un fiume in piena. Dai dispositivi wearable allo sviluppo di software sempre più innovativi,  la casa di Mountain View è come un treno in corsa e sembra non abbia proprio intenzione di fermarsi.  Uno degli ambiti di maggior sviluppo sui quali sembra stiano dedicando diverse risorse è lo Smart Home e, di sicuro, non è l’unica azienda hi-tech interessata agli sviluppi del settore. Quello a cui siamo abituati nella “domotica tradizionale”, ammesso che si possa già parlare di questo concetto insieme all’aggettivo “tradizionale”, ci ha abituato nel tempo a interagire con dispositivi quali Amazon Alexa o Siri, impartendo richieste tramite il solo uso della propria voce. Se questo tipo di interazioni appaiono nel nostro immaginario come l’ultimo ed insuperabile stadio dello smart home, quello che starebbe accadendo nei laboratori Google andrebbe, allora, bel al di là della nostra immaginazione.

Il progetto in questione, infatti, trascenderebbe l’approccio vocale al dispositivo inserendosi in un nuovo modello di comunicazione. Quello che cerca di concretizzarsi dalle menti degli ingegneri di Mountain View è un modo di interfacciarsi all’ apparecchio tramite imput “sensoriali” che ha davvero dell’avveneristico. La comunicazione umano-dispositivo andrebbe a rimodularsi in questa direzione creando, di fatto, una vera e propria “nuova grammatica” che faciliterebbe e renderebbe meno artificiosa l’impartizione di ordini da parte dell'utente. Ma come accadrebbe nello specifico? Le nuove “forme di comunicazione” sarebbero ben sei ed ognuna davvero interessante. Andremo allora ad elencarle in ordine alfabetico.

La prima modalità è chiamata “Air” e permetterebbe al dispositivo di emettere soffi d’aria tali da spostare piccoli oggetti. La seconda, denominata “Button”, comporterà un innalzamento ed un abbassamento della parte superiore dell’oggetto mentre la parte inferiore ruoterebbe per fornire dettagli maggiori. La terza, “movement”, permetterebbe all’apparecchio di muoversi tramite l’utilizzo di 4 pioli disposti strategicamente. “Rhytm”, invece, è simile alle funzionalità di riproduzione di suoni ambientali già riscontrabile in dispositivi “del genere” in commercio. “Shadow”, addirittura si adatterebbe alla proiezione dell’ombra dell’utente sul dispositivo, ma non sappiamo ancora bene come funzioni questa modalità. In ultimo, “Tap”, ovvero la possibilità di cambiare suoni di notifica in base alla superficie su cui è poggiato l’apparecchio. Sottolineiamo che ad oggi questo dispositivo di Smart Home è ancora in fase di sviluppo e nessuno sa ancora quando e se lo potremo vedere sugli scaffali. Google, intanto, lavora a testa bassa e non crediamo che si debba aspettare ancora a lungo, anche se comunicazioni ufficiali in merito ancora non sono state rilasciate.

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