Contraffazione online, in Italia arriva il progetto FATA: cosa c'è da sapere

Continua a crescere il numero della contraffazione online, della vendita di prodotti contraffatti su vari siti di e-commerce. Per fare luce sulla questione, è stato condotto uno studio in collaborazione con il sostegno dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (attraverso lo spin-off Crime and Technology), il Dipartimento di Pubblica Sicurezza e Amazon. Il progetto si chiama FATA, acronimo di From Awareness to Action, e rappresenta il primo studio italiano ad analizzare l'evoluzione e come avviene il fenomeno della contraffazione online. Secondo la situazione emergente, le merci contraffatte destinate all'e-commerce rappresentavano il 14% del totale delle merci contraffatte sequestrate in dogana, mentre il restante 86% era destinato ad altri mercati.

Contraffazione online, arriva in Italia il progetto FATA

Il 56% del numero assoluto dei sequestri doganali ha riguardato solo prodotti contraffatti venduti online, il che significa che quasi la metà non è bloccata (fare riferimento al periodo 2017-2019). "Per affrontare efficacemente fenomeni in evoluzione come la contraffazione - ha affermato il vicedirettore generale di PS Vittorio Rizzi - il progetto Fata è un punto di partenza importante. È fondamentale mettere insieme competenze laterali per affrontare le sfide presenti e future". Ernesto U. Savona, Direttore del Trancrime Research Center e CEO di Crime and Technology, ha aggiunto: “Nonostante la sua rilevanza, la contraffazione online è un fenomeno ancora poco conosciuto che richiede una strategia di contrasto specifica”, e Mariangela Marseglia, National Manager Amazon. it e Amazon.es hanno spiegato: "Solo nel 2020, Amazon ha investito oltre 700 milioni di dollari e impiegato oltre 10.000 persone per proteggere i nostri negozi da frodi e abusi. Nonostante i risultati positivi, il settore privato e le agenzie pubbliche devono intensificare i loro sforzi per lavorare insieme per garantire un'esperienza di acquisto sicura e tutelare consumatori, marchi e gestori di negozi. La nostra ripresa economica si basa su questo impegno condiviso”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese: “Lo studio offre molti spunti di riflessione per rafforzare l’azione di tutela del settore dell’e-commerce che è costantemente esposto alle minacce criminali. Questa azione è necessaria non solo per salvaguardare i consumatori, soprattutto quelli più esposti alle truffe, ma anche gli imprenditori che subiscono danni alla loro immagine ed agli investimenti per le contraffazioni dei prodotti e le violazioni della proprietà industriale”.

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