Dogecoin, la Criptovaluta che sta spopolando: ecco cosa c'è da sapere

In un momento di instabilità economica come quello in cui ci troviamo, gli investimenti finanziari si sono diversificati in un numero davvero elevato di settori. Uno di quelli più floridi è senza dubbio quello delle criptovalute tra i quali troviamo fra i maggiori investitori nomi del calibro di Elon Musk e Mark Zuckerberg.  Uno dei più recenti è, invece, Vlad Tenev, imprenditore 35enne CEO di Robinhood,  una società di servizi finanziari valutata 32 miliardi di dollari. Nato in Bulgaria nel 1987, a 5 anni sbarca negli Stati Uniti con i suoi genitori  per intraprendere una fruttuosa carriera nel settore delle tecnologie finanziarie. Questo Imprenditore ha recentemente twittato, qualcosa, infatti, che potrebbe avere  grande impatto nel suo settore e la possibilità che se ne possano vedere delle belle è molto alta.

Quello che è stato possibile leggere nel suo "cinguettio” è che le commissioni di transazioni per la sua criptovaluta, i Dogecoin appunto, si attestano intorno allo 0,003 dollari a transazione. Con queste cifre, allora, rientrerebbe di diritto nelle migliori altcoin di e-cash attualmente presenti. Stando alle sue dichiarazioni, poi, la valutazione della valuta virtuale in questione dovrebbe tendere a salire ed anche in modo abbastanza rapido. Gli sviluppi economici relativi all’utilizzo di Dogecoin sono stati valutati come positivi da diversi istituti finanziari, infatti, e la possibilità che in futuro possano aumentare il loro valore è piuttosto buona. Il throughput totale di Dogecoin è, appunto, molto confortante ed infatti, starebbe per attestarsi sulle 40 transazioni al secondo. Ovviamente se si paragonano queste cifre, come ha fatto il Telegraph, alle abituali TPS di Visa, ovvero 65.000, non sembrano numeri davvero confortanti ma, a sentire gli economisti che si sono interessati al caso, Dogecoin ha molto potenziale ancora da esprimere.

La priorità assoluta, allora, in casa Robinhoood sarà sicuramente aumentare il prima possibile il limite delle dimensioni di blocco, che necessita al più presto di passare dagli attuali 1MB ad almeno 1GB. In un secondo momento, poi, si deciderà di arrivare a 10GB ma, per adesso, c’è ancora molta strada da fare. Stiamo attenti agli sviluppi della vicenda Doge Coin, dunque, dato che è dal lontano 2013 che gli esperti di criptovalute guardano con particolare interesse a quello che succede attorno ad essa. Staremo a vedere se la valutazione, allora, salirà come previsto anche se, a quanto pare, non ci dovrebbero essere molti motivi per dubitarne. Attenti alla valutazione di Doge, dunque, e facendo ovviamente sempre molta attenzione, buoni investimenti a tutti.

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