Canone RAI, sarà rimosso definitivamente dalla bolletta? Ecco le nuove ipotesi

Grazie ad un mio ordine del giorno al Decreto Energia dal 2023 il Canone RAI non sarà più nella bolletta elettrica. Così  ha scritto recentemente su Facebook la deputata del gruppo misto Maria Laura Paxia. Nell’ordine del giorno accettato dalla Camera, infatti, è previsto di adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il Canone RAI. La deputata ha infatti spiegato che questa operazione si trova in linea con quanto richiesto dall’Unione Europea, ovvero scorporare il canone Rai dalla fatturazione dell'energia elettrica. Infatti, durante il governo Renzi, fu deciso di introdurre la tassa sul canone direttamente in bolletta, dilazionando il pagamento della tassa in più tranche e contravvenendo alla possibilità di evitare, per i più furbi, di versare il dovuto.

Non passerà molto tempo, però, per veder cessare questa procedura e a breve verranno adottate delle norme che disgiungeranno la tassazione sul servizio televisivo pubblico dalla fatturazione dell’energia elettrica. In molti guardano, infatti, con gratitudine a questa nuova proposta calcolando che gli oneri di fatturazione dell’energia sono arrivati a livelli esorbitanti. In tantissimi, infatti, hanno riscontrato gravi difficoltà nel saldare i conti delle bollette di luce e gas nell'ultimo periodo. Il conflitto ucraino e le sanzioni a specchio che i “blocchi” stanno operando l’un l’altro ha, difatti, reso la fatturazione dell’energia un vero e proprio problema centrale per le famiglie e le imprese di gran parte d’ Europa e, ovviamente, anche in Italia.

L’onorevole Maria Laura Paxia ha allora proposto di adottare misure normative dirette a scorporare il canone Rai dalle fatture relative al consumo elettrico al fine di non appesantire i costi dell’energia e non gravare ulteriormente sui consumatori che sono ormai in evidente difficoltà, nell’ottica di perseguire gli obiettivi così come rilevati ed imposti a questo Governo dalla Commissione europea, e di introdurre eventualmente anche disposizioni dirette ad evitare evasione del canone Rai. La vera gatta da pelare per il Governo, dunque, sarà trovare un metodo alternativo per evitare che il canone venga, ancora una volta, evaso da tanti furbacchioni. Calcolando che il servizio pubblico necessita annualmente di 1.63 miliardi di euro, ci chiediamo quali contromisure verranno prese questa volta e se, come accaduto anche in questo caso, dovremmo trattare l’ennesima norma tesa alla regolamentazione del pagamento del canone Rai come temporanea o se si riuscirà, finalmente, a trovargli una sistemazione definitiva. Attendendo che la misura entri in vigore, almeno siamo grati del fatto che le prossime bollette non saranno esose quanto le ultime che abbiamo ricevuto.

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