Pagamenti contact-less, un uomo si è fatto impiantare 32 microchip: tutti i dettagli

Il disincentivo all’uso del contante è in costante aumento e i pagamenti contact-less sono diventati sempre più diffusi. Svariati, infatti, sono i vantaggi che comporta l’incremento della fatturazione tracciabile tra cui, oltre alla grande comodità nei pagamenti, va sottolineato il beneficio fiscale che ne trae tutta la comunità. Potendo fare a meno di portarsi dietro banconote e ingombranti monete, passando la carta collegata al nostro conto bancario sull’apposito lettore, possiamo effettuare tutti gli acquisti che desideriamo in sicurezza e con grande praticità. Questa tecnologia sta però virando in una direzione inaspettata e sempre con maggior frequenza, soprattutto nei paesi scandinavi, è possibile imbattersi in qualcuno che abbia addirittura deciso di impiantarsi sotto pelle un chip con le stesse funzionalità delle comuni carte di credito/debito.

Numerosi, infatti, sono diventati i cittadini che con il semplice passaggio della propria mano sull’apposito lettore riescono a pagare dal biglietto della metropolitana al pranzo con i colleghi. C’è chi, però, sembra essersi, è il caso di dirlo, fatto prendere troppo la mano e ha addirittura deciso di impiantare nel proprio corpo ben 32 microchip, stabilendo un vero e proprio record. La persona di cui stiamo parlando si chiama Patrick Paumen e la sua storia è riuscita a creare non poche polemiche. Le sue dichiarazioni in merito sono state: “Le reazioni che noto alla cassa quando pago con la mano non hanno prezzo. Gli impianti contengono le stesse tecnologie che utilizziamo quotidianamente. I chip RFID vengono già impiegati per gli animali domestici così da identificarli quando si smarriscono. Ma non è possibile localizzarli utilizzando un RFID: l’animale scomparso deve essere rintracciato fisicamente affinché gli si scansioni il corpo alla ricerca del chip. L’impianto deve trovarsi nelle prossimità del campo magnetico generato da un lettore RFID (o NFC): solo quando avviene l’accoppiamento magnetico tra il lettore e il trasponder del chip l’impianto può essere letto”.

Stando alle sue dichiarazioni, allora, non ci sarebbero problemi per la sicurezza, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Se infatti è tristemente arcinota l’imbarazzante fake  news legata ai vaccini contenenti microchip, sappiamo purtroppo che anche numerose sono state  le persone disposte a credervi. Va detto però che, ovviamente, la maggioranza delle persone non ha prestato nessun ascolto a questa evidentissima bufala ma, generalmente, l’ impiantare microchip sotto pelle è comunemente visto con sospetto da quasi chiunque. A sollevare dei dubbi, infatti, non è stata nessuna comunità di complottisti ma la professoressa di politica, governance ed etica della H. Business School of Reading University, Nada Kakabadse. La docente, giustamente, s' interroga: E’ etico chippare le persone come facciamo con gli animali domestici?E chi possiede i dati, chi ne ha accesso? Domande alle quali aspettiamo riposte confortanti il più presto possibile.

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