La vita sulla terra ha 300 milioni di anni in più? Ecco la straordinaria scoperta: tutti i dettagli

La vita sulla terra è più antica di quanto si sospettasse e la sua nascita sul nostro pianeta avrebbe dello straordinario. Secondo un recentissimo studio, infatti, si è riuscito a dimostrare che la prima formazione di batteri sarebbe di molto antecedente a quanto finora sostenuto. Lo studio, portato avanti dal professor Dominic Papineau,  avrebbe dimostrato l'esistenza di tracce di vita microbiotica databile fra i 3,7 e i 4,2 miliardi di anni fa.  Le implicazioni di tale scoperta sarebbero di portata, è il caso di dirlo, epocali e quello che se ne conclude potrebbe dare un colpo di spugna alle teorie più accreditate sulla datazione della formazione della vita. Dallo studio pubblicato su Science Advances, infatti, leggiamo che questi dati confermerebbero che la formazione della vita sulla terra sarebbe avvenuta in tempi “brevissimi”. Se così fosse, oltretutto, significherebbe che la formazione della vita su altri pianeti avrebbe una possibilità di molto maggiore a quanto finora sostenuto..

Le parole del professore di geochimica e astrobiologia a capo del progetto, riguardo l' accaduto ed i suoi possibili risvolti,  sono state: “Utilizzando diverse linee di prova, il nostro studio propone fortemente che un certo numero di vari tipi di batteri esistessero sulla Terra già tra 3,75 e 4,28 miliardi di anni fa. Questo vuol dire che la vita potrebbe essere iniziata “appena” 300 milioni di anni dopo la formazione della Terra. In termini geologici significa un giro del Sole attorno alla Via Lattea. Questi risultati hanno implicazioni sulla possibilità di vita extraterrestre. Se la vita è stata relativamente veloce ad emergere, ciò aumenta le possibilità che la vita esista su altri pianeti”.  Molto più antica di quanto previsto, allora, la formazione della vita e se i numeri di questo studio non verranno confutati, diventa anche molto probabile che in condizioni simili lo stesso sia potuto già accadere su diversi altri corpi celesti.

Stando a quanto sostenuto dal team di scienziati che lavorano al progetto, infatti, è lecito sospettare che potrebbero esistere, su croste terrestri di altri pianeti in cui l’acqua liquida abbia interagito con rocce vulcaniche, microrganismi simili a quelli formatisi sul nostra pianeta quasi 4 miliardi di anni fa. Le dichiarazioni del gruppo di ricerca sono infatti state: “Le nostre scoperte senza precedenti contribuiscono alla ricerca della vita extraterrestre dimostrando che più firme biologiche concomitanti, inclusi microfossili, dubiofossili, microstrutture diagenetiche abiotiche, composizioni di oligoelementi e minerali associati ai prodotti attesi dalla biomassa diageneticamente ossidata possono fornire un’interpretazione ben supportata per la prima evoluzione biologica. Questa scoperta implica che sono necessari solo poche centinaia di milioni di anni affinché la vita si evolva a un livello organizzato su un pianeta abitabile primordiale”. C’è vita nello spazio, dunque? Le prove ancora non ci sono, ma i sospetti continuano ad aumentare. Chi ci guarda da lassù, innocui batteri o complessi organismi intelligenti? Non lo sappiamo ancora, ma speriamo siano almeno amichevoli.

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