Milioni di Smartphone Android sotto attacco da CryptoRom, come difendersi

La componente informatica, nella nostra vita, è diventata di portata fondamentale e utilizziamo sempre di più pc, smartphone e tablet connessi ad internet per svolgere le più svariate mansioni. Che si tratti di chattare con un amico lontano, pagare una bolletta o guardare una partita di calcio, siamo ormai perennemente connessi per grandissima parte della nostra giornata. Se però i vantaggi sono indubbiamente tanti, altrettanti sono i pericoli che la rete nasconde dietro l’angolo. Gli attacchi hacker a grandi aziende e non solo sono oramai all’ordine del giorno. Apple, Google, Samsung e svariate altre compagnie sono diventate il bersaglio di attacchi informatici ma, di sicuro, non solo i colossi hi-tech rischiano ogni giorno di essere vittima di hackeraggi. Anche noi sventurati utenti, purtroppo, possiamo imbatterci con frequenza in problemi simili e le nostre possibilità di difenderci sono molto minori.

La maggior parte delle volte, va detto, basta essere muniti di software antivirus aggiornati per non incorrere nei pericoli legati a spyware e malware. Non sempre però basta a tutelarci dalle truffe e, se in continua evoluzione è lo sviluppo di programmi per la sicurezza informatica, altrettanto può essere detto per il campo degli attacchi informatici. E’ infatti di queste ore la notizia che Android, il  sistema operativo per dispositivi mobili sviluppato da Google per sistemi embedded, sia sotto attacco di CryptoRom, una truffa informatica che avverrebbe sulle app di appuntamenti come Tinder e Meetic. Il raggiro, ahinoi, avverrebbe con un ingegnoso metodo e sarebbe proprio la “componente umana” la variabile fondamentale per metterla in atto.

L’ azienda Britannica di software e hardware per la sicurezza Sophos, alla fine dell’anno 2021, ha infatti segnalato questa cyber-truffa per la prima volta. CryptoRom si servirebbe appunto delle app di dating per bypassare dei permessi mettendo in contatto il truffatore direttamente con la vittima. Conquistando con vari inganni la fiducia del malcapitato, viene a questi proposto di fare vantaggiosi investimenti. Fingendosi qualcun altro, infatti, si consiglia di versare denaro su un conto per farlo fruttare grazie agli ingegnosi business-plan che vengono millantati. Se le cose stessero semplicemente così sarebbe logico supporre, però, che solo qualche sprovveduto potrebbe, difatti, cadere in una trappola così evidente. L’inganno tuttavia è ben strutturato e, appunto, nei primi tempi la vittima riesce aaddirittura a guadagnarci qualcosa. Al primo investimento, infatti, viene fatto corrispondere un piccolo ricavo. Dopo un po’, però, l’ utente viene convinto che si debba all’improvviso versare un  20% di tasse, onde evitare il congelamento del capitale investito. Da questo punto in poi il gioco è fatto e la truffa si concretizza. Cerchiamo, allora, di stare molto attenti ai prossimi incontri che faremo su internet e operiamo transazioni finanziarie solo con utenti certificati. Le truffe sono dietro l’angolo e non possiamo farci trovare impreparati.

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