Pegasus ha creato danni gravi, anche tra alti funzionari UE: l'incredibile storia dello spyware che attacca gli iPhone

Ulteriori sviluppi relativi al "Caso" Pegasus. Secondo alcuni rapporti, lo spyware sembra essere entrato negli iPhone di alti funzionari dell'UE. È passato quasi un anno dal rilascio di Pegasus, il software spyware progettato dal Gruppo NSO e utilizzato illegalmente per monitorare le attività di giornalisti e oppositori dei regimi totalitari. Apple ha preso di mira la società israeliana che ha firmato il software, intraprendendo una battaglia legale per proteggere i suoi utenti e le basi della sicurezza relative ai dati sensibili e alle informazioni riservate dei consumatori. L'azienda con sede a Cupertino ha permesso di saperne di più grazie all'invio di messaggi di avviso da parte di Apple agli endpoint ritenuti sotto attacco da parte di Pegasus, chiudendo una falla nella sicurezza sfruttata dallo spyware. E si scopre che il raggio d'azione di quest'ultimo si è esteso all'Europa, raggiungendo i vertici dell'UE.

La notizia riportata da Reuters solo nelle ultime ora, è ovviamente vera grazie anche alle testimonianze degli attori suo malgrado implicati nella vicenzza. In questo senso, tra gli smartphone hackerati dallo spyware del Gruppo NSO c'erano quelli di Didier Reynders, dal 2019 commissario Ue alla giustizia, e almeno altri quattro membri della Commissione. Sembra che i funzionari siano stati presi di mira da hacker "sponsorizzati dallo stato", ma il vero responsabile rimane nell'ombra in attesa di un'indagine, hanno detto le fonti.
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Pegasus sfrutta le vulnerabilità zero-day in iMessage

Sullo sfondo, c'è ancora una storia inquietante del software in grado di diffondersi a macchia d'olio sui dispositivi mobili delle principali autorità, sfruttando le cosiddette vulnerabilità "zero-day", ovvero Apple non lo sa. Come abbiamo avuto modo di indagare in altri articoli, Pegasus non richiede alcuna interazione da parte della vittima, in quanto ricevere un messaggio su iMessage è sufficiente per danneggiare irrimediabilmente l'iPhone; non importa se l'utente lo accende o risponde al mittente. Apple ha corretto la vulnerabilità, mentre Cupertino ha sviluppato da novembre un sistema di allerta per avvisare gli utenti interessati dalla portata dell'attività spyware. Oltre ad Apple, ci sono stati altri che hanno risposto a Pegasus: segnaliamo in questa prospettiva che gli USA hanno deciso di vietare l'importazione e l'utilizzo di Pegasus, una mossa che potrebbe seguire la stessa Ue.

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