PlayStation 5, risolto il problema del bagarinaggio: una novità importante dal Giappone

Qual è quella console che possiamo definire la regina incontrastata degli ultimi tempi? Ma è ovvio! Si tratta della PlayStation 5 che è stata oggetto di rivendita sproporzionata da parte di bagarini, cacciatori di occasioni e affaristi da quattro soldi da novembre 2020, il mese in cui è stata rilasciata per la prima volta in Giappone. Sin dal suo rilascio la console ammiraglia di Sony è al centro di una vera e propria ondata di acquisti e rivendite a costi altissimi, ma forse la stessa casa di produzione ha trovato una soluzione - sebbene solo temporanea - a questo problema. Sembra che tutti abbiano come unico scopo quello di guadagnare più monete possibili rivendendo la console, che appunto è introvabile anche a causa di ciò. Il fenomeno di rivendita non pare volersi esaurire, ma la stessa Sony sta cercando di affrontarlo in qualche modo, anche se finora con scarso successo.

Parliamo prima del Paese del Sol Levante, della nazione asiatica che è stata la patria della console. La stessa azienda giapponese avrebbe fatto una richiesta ai rivenditori di PlayStation 5: aprire le scatole che la contengano per evitare che essa sia spacciata per nuova da ipotetici affaristi. Questo il sistema semplice e geniale con cui Sony vorrebbe eliminare lo spaccio. Il metodo più o meno efficiente dovrebbe in ogni caso dare grane ai bagarini, che così facendo vedranno sicuramente diminuire il valore delle unità, rivendute oggi a prezzi fin troppi elevati. L'adesivo con cui arriva la console in negozio è così grande che può essere rimosso solo con uno strumento fornito al rivenditore dal produttore. È attorno a questi adesivi che agisce la strategia di Sony: invece di rimuoverli dopo ogni vendita, il rivenditore farà quest'operazione prima.

Così i bagarini non potranno attuare la loro strategia perché le unità rivendute saranno tecnicamente "già aperte" e non potranno essere spacciate per nuove. Una bella furbata, quella della Sony, che però si è resa strettamente necessaria visto il lucrare abbastanza ingiusto sul suo prodotto. Il programma dell'azienda è iniziato più di un mese fa, e finora non sappiamo se possa davvero essere considerata una strategia vincente e utile a far fronte a questo ostico problema. È chiaro però che questo spaccio sta seriamente affliggendo un mercato già paralizzato dalla crisi dei chip, e qualsiasi idea si possa avere contro di esso è ovviamente la benvenuta. La verità è anche che queste unità dovrebbero ritornare a un numero rispettabile nel tempo per soddisfare l'enorme domanda che ancora oggi non trova la giusta "risposta".

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